Indice / Capitolo 3: universo macroscopico (V5.05)
I. Idee principali (mappa per il lettore)
- Deviazione gravitazionale: la luce percorre un cammino geometricamente più lungo in un fondo “più teso”. Vicino a corpi massicci aumenta la tensione di fondo, cresce anche il limite locale di propagazione e i raggi si incurvano verso il lato “più teso”. Poiché la geometria allunga il percorso, il tempo totale di viaggio spesso aumenta. L’effetto è acromatico e vale per più messaggeri, come fotoni e onde gravitazionali.
- Rifrazione nei materiali: all’interno di un mezzo la luce si accoppia ripetutamente con cariche legate; la velocità effettiva diminuisce e compare dispersione (i colori si deviano in modo diverso). Si aggiungono assorbimento, scattering e allargamento degli impulsi; le variazioni di traiettoria si producono alle interfacce e nel volume del materiale.
II. Differenze chiave (quattro “schede spartiacque”)
- Dispersione sì o no
- Deviazione gravitazionale: acromatica; tutte le bande si incurvano e si ritardano insieme.
- Rifrazione nei materiali: fortemente dispersiva; blu e rosso hanno angoli diversi e l’ordine di arrivo degli impulsi si sventaglia.
- Origine del tempo aggiuntivo
- Deviazione gravitazionale: il limite locale è più alto ma la rotta curva è più lunga; domina il termine di lunghezza del cammino.
- Rifrazione nei materiali: nel mezzo la propagazione è più lenta per cicli di pausa e ri-emissione, con assorbimento o scattering multipli aggiuntivi.
- Energia e coerenza
- Deviazione gravitazionale: modifica soprattutto geometrica, perdite di energia trascurabili, coerenza in gran parte preservata.
- Rifrazione nei materiali: assorbimento, rumore termico e decoerenza allargano gli impulsi e attenuano le frange d’interferenza.
- Campo di applicazione
- Deviazione gravitazionale: impone la stessa regola geometrica a fotoni, onde gravitazionali e neutrini.
- Rifrazione nei materiali: agisce sulle onde elettromagnetiche che si accoppiano alla materia; le onde gravitazionali quasi “non si accorgono” del vetro.
III. Due sezioni in “spaccato”
- Deviazione gravitazionale (geometria di fondo)
- Scenario: vicinanza di galassie, buchi neri e ammassi.
- Aspetto: i raggi si incurvano verso il lato “teso”; il lensing forte produce immagini multiple e archi, quello debole induce shear e convergenza.
- Cronometria: percorsi multipli di una stessa sorgente generano ritardi acromatici; intere bande si spostano “prima–dopo” all’unisono.
- Diagnosi: confrontiamo ritardi e angoli di deviazione tra bande e messaggeri; se gli scarti concordano e i rapporti restano stabili, la causa è geometrica.
- Rifrazione nei materiali (risposta del mezzo)
- Scenario: vetro, acqua, nubi di plasma, strati di polvere.
- Aspetto: l’angolo rifratto dipende dalla lunghezza d’onda; compaiono riflessione, scattering e assorbimento.
- Cronometria: marcato allargamento degli impulsi; nei plasmi le frequenze più basse arrivano più tardi; emerge una curva di dispersione netta.
- Diagnosi: sottraiamo i foreground materiali noti; se resta dispersione residua, cerchiamo mezzi non modellati. Se la dispersione scompare ma persiste uno spostamento comune, torniamo a una spiegazione geometrica.
IV. Criteri osservativi e lista operativa
- Codetezione multibanda: se ottico–NIR–radio lungo lo stesso percorso mostrano curvatura o ritardo comuni senza dispersione marcata, privilegiamo la deviazione gravitazionale.
- Verifica multi-messaggero: se fotoni e onde gravitazionali (o neutrini) dello stesso evento si spostano nello stesso verso e con ampiezza comparabile, la causa è la geometria di fondo, non la dispersione del mezzo.
- Differenza multi-immagine (lensing forte): sottraiamo le curve di luce tra immagini della stessa sorgente per eliminare la variabilità intrinseca; se i residui restano acromatici e correlati, indicano differenze geometriche di cammino.
- Curva di allargamento degli impulsi: se l’orario di arrivo si apre sistematicamente con la frequenza e la coerenza cala, attribuiamo l’effetto a dispersione e assorbimento del materiale.
V. Risposte rapide a idee diffuse ma imprecise
- La luce diventa più lenta vicino a un corpo massiccio?
- Localmente: il limite di propagazione è più alto.
- Da lontano: la rotta è più lunga e curva, quindi il tempo totale spesso cresce. Si misurano grandezze diverse; non c’è contraddizione.
- La rifrazione del materiale può “imitare” una lente gravitazionale?
Difficile sostenerlo su ampie bande e tra messaggeri: i mezzi disperdono e decoerono, mentre il lensing gravitazionale è acromatico e multi-messaggero. - Un’unica banda spettrale basta per distinguere?
Rischioso. La strategia robusta combina multibanda + multi-messaggero + differenza multi-immagine.
VI. Collegamenti con altre sezioni del volume
- Con §1.11 gravità statistica della tensione (STG): la deviazione gravitazionale è la manifestazione “guidata dalla pendenza”.
- Con §1.12 rumore di fondo della tensione (TBN): spesso si osserva “prima rumore, poi forza”: il fondo si solleva e i termini geometrici si rafforzano.
- Con §8.4 spostamento verso il rosso (Redshift): cambiamenti acromatici di frequenza e di cronometria accumulati su lunghi cammini sono “termini di percorso” della geometria di fondo e della sua evoluzione.
- Con §8.6 fondo cosmico a microonde (CMB): il quadro iniziale “lastra + sviluppo” richiede effetti di fondo acromatici; i foreground materiali vanno rimossi in modo sistematico.
VII. In sintesi
- In una frase: la deviazione gravitazionale rimodella il percorso; la rifrazione nei materiali cambia la “sensazione del passo” all’interno del mezzo.
- Cosa verificare: dispersione, coerenza, differenza multi-immagine e coerenza tra messaggeri.
- Metodo: attribuire gli “spostamenti comuni” alla geometria di fondo e gli “allargamenti dispersivi” alla risposta del mezzo, registrando entrambi su un’unica mappa della tensione di fondo.
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Info versione: Prima pubblicazione: 2025-11-11 | Versione corrente: v6.0+5.05