Indice / Capitolo 1: Teoria dei filamenti di energia (V5.05)
La “trama” descrive come si organizzano orientamenti e anisotropie all’interno del mare di energia: quali direzioni si allineano, dove compaiono ricircolazioni ad anello e se emergono canali a bassa perdita. La trama non risponde a “quanto” (densità) né a “quanto è teso” (tensione). Risponde invece a “come ci si dispone e lungo quali catene direzionali il moto risulta più fluido e stabile”. All’osservazione, la trama coincide con ciò che comunemente chiamiamo campo: un bias radiale di puntamento produce un effetto di tipo elettrico, mentre una ricircolazione ad anello produce un effetto di tipo magnetico; i due aspetti compaiono spesso insieme.
I. Definizione a livelli (tre piani da distinguere)
- Trama di fondo: orientamento complessivo e uniformità su un’ampia regione. Indica se esiste un asse principale e se alcune accoppiate direzionali sono preferite.
- Trama di vicino campo: allineamenti e ricircolazioni locali attorno a particelle, dispositivi o corpi celesti. Determina polarità, momento magnetico, selettività di aspirazione/espulsione e il “tracciamento” delle vie nel vicinato.
- Trama di canale: zone snelle, ben allineate e a bassa perdita che si concatenano lungo un asse principale (si veda Guida d’onda del corridoio tensoriale (TCW)). Questa struttura abilita trasporto direzionale a lunga distanza, collimazione e selezione di modo.
II. Ripartizione con densità e tensione (ognuna fa la sua parte)
- Densità: fornisce materiale e capacità (se c’è “sostanza” e quanta opera si può svolgere).
- Tensione: fornisce pendenza e limite di velocità (dove conviene avanzare e quanto rapidamente).
- Trama: fornisce catene direzionali e ricircolazione (quali percorsi scorrono meglio e se possono formarsi guide d’onda o fasci collimati).
Quattro combinazioni tipiche:
- Tensione alta + trama forte: mezzo teso e ordinato; propagazione rapida e altamente direzionale; guide d’onda e collimazione emergono con facilità.
- Tensione alta + trama debole: tetto di velocità elevato ma scarsa direzionalità; rapido, però diffuso.
- Tensione bassa + trama forte: canali chiari ma passo limitato; guida lenta e stabile.
- Tensione bassa + trama debole: né rapido né direzionale; domina la diffusione.
III. Perché la trama conta (quattro effetti robusti)
- Trasporto diretto: con trama forte, segnali ed energia preferiscono muoversi lungo catene allineate, con minori perdite e meno deviazioni.
- Selezione di modo: contorni e geometria filtrano schemi autosufficienti di orientamento–ricircolazione, producendo righe spettrali nette, frequenze stabili e percorsi definiti.
- Preferenze di accoppiamento: grado di allineamento e intensità della ricircolazione determinano chi assorbe/emette/effettua transizioni con maggiore facilità, generando polarizzazione marcata e selettività direzionale.
- Collimazione e guida d’onda: quando le catene allineate si connettono in bande e l’ambiente le sostiene sotto carico, emergono canali diritti, stretti e veloci per getti, impulsi e trasporto a lunga distanza.
IV. Come si osserva (indicatori misurabili)
- Polarizzazione e asse principale: un grado di polarizzazione più alto e un asse stabile indicano un allineamento più serrato.
- Indizi di fasci/guide d’onda: emissione lontana in filamenti stretti, “strozzature” di ricol¬limazione ricorrenti, modi stabili e riproducibili.
- Impronte di ricircolazione: strutture chiuse nel vicino campo e schemi persistenti “attorno all’asse”, coerenti con effetti magnetici-simili e di coppia ripetibili.
- Cospiazzamento acromatico: sottratta la dispersione del mezzo, più bande si incurvano o ritardano insieme lungo la stessa traccia, segno di guida da geometria e trama, non di assorbimenti selettivi “per colore”.
- Controllabilità e memoria: cambiando contorni o campi esterni, gli orientamenti si riordinano rapidamente; annullando i cambiamenti, tornano sul tracciato originario, mostrando una “memoria di trama” reversibile con isteresi.
V. Proprietà chiave (descrizioni operative per il lettore)
- Intensità di polarizzazione: quanto sono allineati e stabili gli orientamenti. Più è alta, migliore è la direzionalità e più puliti sono i modi.
- Asse principale e anisotropia: esistenza di una direzione “migliore” e possibile deriva lenta dell’asse nel tempo e con l’ambiente.
- Intensità di ricircolazione: presenza di un’organizzazione anulare stabile; quando è alta, aumentano gli effetti magnetici-simili e la circolazione autosostenuta.
- Connettività e stratificazione: capacità delle catene di orientamento di collegare le scale in bande continue; possibile formazione di una struttura “spina–guaina”.
- Soglia e finestra di stabilità: passaggio dal semplice allineamento “al vento” alla guida autosostenuta; superata la soglia, la collimazione risulta più agevole.
- Scala di coerenza: quanto lontano e per quanto tempo persiste l’ordine di orientamento; scale maggiori rafforzano interferenze e cooperazione.
- Velocità di ricostruzione: rapidità con cui la trama si ordina (o si disordina) dopo un evento; determina la temporalità “accensione–spegnimento”.
- Accoppiamento con la tensione: una tensione maggiore “p pettina” più facilmente gli orientamenti? Un forte accoppiamento stabilizza i canali e riduce le perdite.
VI. In sintesi (tre idee da portare a casa)
- La trama non è “quanto” né “quanto è teso”, ma “come si allinea”.
- Pendenza dalla tensione, direzione dalla trama: la tensione fissa pendenza e limite di velocità; la trama trasforma i tracciati in catene direzionali utilizzabili e in ricircolazioni.
- L’aspetto del campo è il linguaggio della trama: il bias radiale appare elettrico-simile; la ricircolazione ad anello appare magnetica-simile; una trama forte lascia impronte nette in polarizzazione, struttura modale e guida d’onda.
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Attribuzione (consigliata): Autore: 屠广林|Opera: «Teoria del filamento di energia»|Fonte: energyfilament.org|Licenza: CC BY 4.0
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Info versione: Prima pubblicazione: 2025-11-11 | Versione corrente: v6.0+5.05